
Nominato esecutore testamentario della propria fidanzata dei tempi della scuola, il protagonista indagherà sulla morte di lei, frugando tra eventi di un passato che sarebbe dovuto restare sepolto ed i segreti di una cittadina il cui marciume non può essere ignorato. L'evolversi degli eventi non ha nulla di particolarmente sconvolgente, ed i risultati delle indagini portano a conclusioni e "rivelazioni" che risultano essere piuttosto prevedibili e scontate.
Con The Executor, Jon Evans scrive quella che potrebbe essere la sceneggiatura di un thriller a basso costo, che non richiamerebbe molto pubblico se venisse trasposto in film per il grande schermo.
D'altra parte, però, tutt'altro tipo di menzione meritano invece i disegni di Andrea Mutti. Il volume può, infatti, tranquillamente essere acquistato anche solo per le sue tavole. L'artista da una prova eccezionale del suo talento e dimostra una maturità, ormai pienamente acquisita, che merita di essere premiata. L'espressività dei volti, la cura dello story telling, i dettagli dei fondali. Non c'è elemento su cui si possa avanzare alcuna critica.